Cominciare dalla base quando si vuole costruire qualcosa sembra operazione ovvia e quasi banale. Chiunque ci abbia provato, però, sa che variabili e imprevisti sono direttamente proporzionali alla complessità dell’impresa.
E impresa è un eufemismo, se si parla di mettere al mondo, ovvero di avviare alla vita, un figlio. A costruire per lei, per lui, fondamenta solide, aiuta più la pratica che la teoria. Meno manuali, più strumenti efficaci.
Può servire la cassetta per gli attrezzi di un padre e un filosofo convinto che smontare i luoghi comuni, svitare i pregiudizi e gli stereotipi, crea uno spazio da abitare illuminando il rispetto per le differenze, che generano bellezza e libertà. E instillano anticorpi contro risposte facili e sicurezze traballanti.
Sabato ore 9.30 prima colazione. Caffè, tè, tutte le cose buone che servono a cominciare bene la giornata: biscotti con farine bio cotti in forno a legna, yogurt e formaggi locali, marmellate di frutta del giardino, e quello che il risveglio e la stagione ispirano (per esempio, la chiffon).
Ore 12.30 pranzo leggero, saluti e brindisi. In mezzo, chiacchiere, domande, belle idee. A volontà.