Lo "stop" forzato dovuto alla pandemia ci ha permesso di dare vita a un'idea e a un sodalizio che attendevano da tempo il loro momento. Abbiamo potuto riscoprire il repertorio della canzone tra 800 e 900 di due città, Napoli e Venezia, da sempre simbolo della musica Italiana nel mondo, e riproporlo indagandone i punti di contatto e creando una relazione e un confronto tra due tradizioni musicali. Orientandoci nel repertorio napoletano abbiamo avuto semplicemente l'imbarazzo della scelta vista l'infinità e la bellezza dell'offerta musicale.
Dopo un breve passaggio nel mondo della villanella napoletana con "Vorria ca fosse ciaula" (1551), abbiamo iniziato il repertorio della canzone vero e proprio con “Te voglio bene assaje”, successo a Piedigrotta del 1839. Da allora la canzone napoletana ha continuato a nutrirsi di capolavori fino ai giorni nostri. Non andiamo troppo lontani dal vero col dire che alcuni brani rappresentano “la canzone Italiana" ben oltre i confini nazionali. Diverso è stato per Venezia. Tra 600-700 la canzone veneziana, la “canzon da batelo”, ebbe una indiscutibile diffusione e successo. Il termine “barcarola”, infatti, ha il significato di “composizione evocatrice dei canti di gondolieri veneziani”, in tedesco tradotto anche col termine "Gondellied".
Con la caduta della Serenissima le sorti, non solo musicali, della città lagunare cominciarono a segnare una crisi. Oramai c’era ben poco da cantare e da stare allegri!
Dobbiamo aspettare fino alla fine del XIX secolo, quando, nel 1891, il giornale satirico “Sior Tonin Bonagrazia” decise di indire un nuovo concorso canoro al fine di “rilanciare la canzone veneziana”. La Festa del Redentore a Venezia divenne ciò che per Napoli fu quella di Piedigrotta. A chiudere in un “cerchio perfetto” il nostro programma non potevano che essere i due strumenti di elezione dello stesso repertorio: la chitarra e il mandolino.
La nostra collaborazione, amici da una vita, è venuta naturale di conseguenza. Una volta scelti e arrangiati i brani cantati accompagnandoci con chitarra e mandolino a “giostrare” con le voci, abbiamo scelto di inframezzare le canzoni con brani strumentali originali del periodo così detto “classico” del mandolino. A legare il repertorio musicale una serie di narrazioni per aiutare l’ascoltatore a seguire il percorso proposto in un tutt’uno quasi teatrale ed ecco pronto “Musica dai due Golfi. Venezia e Napoli ”.
Non ci rimane che il piacere di farvelo ascoltare. Un brano strumentale chiude la nostra carrellata di suoni: “Il Carnevale di Venezia”, aria con variazioni del genovese Paganini, ripresa probabilmente da un’antica canzone napoletana “O mamma, mamma ca”. Questa melodia, simbolo oggi della musica veneziana nel mondo, è da noi riproposta in una “Fantasia variata”, guarda caso, proprio del napoletano Carlo Munier.
La musica va e torna tra Napoli e Venezia e non conosce barriere che possano fermarla!