La Fondazione di Studi Tiziano e Cadore propone una visita a Palazzo Monti Giacobbi, uno degli esempi più significativi della civiltà delle ville venete sviluppatasi ad alta quota, testimonianza rara di come il modello architettonico e culturale della villa di terraferma abbia trovato espressione anche nelle vallate alpine del Cadore.
L'Estate tizianesca ritorna a Palazzo Monti Giacobbi di Candide nel ciclo delle Promenade in villa tra arte e natura.
Costruito nella prima metà del Seicento dalla famiglia Monti, notai e facoltosi commercianti di legname, appassionati d’arte e mecenati per generazioni, il palazzo conserva interni decorati da cicli di tempere a soggetto mitologico realizzati da Giovanni Demin e dalla sua scuola quando venne ospitato a palazzo mentre dipingeva la pala della chiesa.
Alla caduta della Repubblica Veneta, Osvaldo Antonio Monti fu inviato a Passariano come ambasciatore incaricato di trattare con Napoleone.
La sua abilità oratoria fu tale da ottenere dall’imperatore importanti concessioni per salvaguardare l’economia cadorina. Analogo ruolo ebbe con gli austriaci, ai quali si oppose con fermezza.
Uomo colto e illuminato, possedeva la prima edizione dell’Enciclopedie di Diderot, che arricchiva la biblioteca e raccoglieva tutto il sapere nei suoi trentanove volumi.
Durante la Prima guerra mondiale l’edificio fu occupato dagli austriaci e furono rubati l’Enciclopedie ed un servizio di bicchieri regalati da Napoleone in occasione del terzo incontro di Parigi.
Da anni Alvise Giacobbi è impegnato nel complesso restauro del palazzo e nel ricollocarvi gli antichi arredi e le suppellettili che nei secoli si sono salvate.
Quasi per miracolo è ricomparsa nella biblioteca anche la prima edizione della monumentale opera di Diderot.
Una storia che l’attuale discendente racconta attraverso una serie di aneddoti intrecciati con la storia del Cadore, tra Venezia, i francesi e gli austriaci.
Un’atmosfera che si percepisce varcando la soglia del palazzo circondato dagli alpeggi e dai boschi del Comelico, quasi in contrasto con la raffinatezza degli interni: ora il paesaggio diviene predominante e accompagna il visitatore in un dialogo continuo tra natura, storia e arte. Ogni finestra del palazzo è un quadro sulla natura.
Palazzo Monti Giacobbi rappresenta uno degli esempi più significativi della civiltà delle ville venete sviluppatasi ad alta quota, testimonianza rara di come il modello architettonico e culturale della villa di terraferma abbia trovato espressione anche nelle vallate alpine del Cadore.
Evento su prenotazione: visite@tizianovecellio.it